(VIDEO) I bastardi di Pizzofalcone: rivedi la puntata (09/01/2017)

A Napoli, al centro della città, nel territorio che va dai quartieri spagnoli all’aristocratico lungomare, c’è il commissariato di Pizzofalcone. La questura ha deciso di chiuderlo dopo che alcuni agenti della squadra sono stati arrestati per un grave episodio di corruzione. Bisogna smaltire tutte le pratiche burocratiche rimaste in sospeso, archiviare fascicoli e svolgere il lavoro di ordinaria amministrazione nel quartiere. Solo pochi mesi fino alla chiusura e solo due poliziotti rimasti in organico non possono bastare, bisogna formare una squadra per sveltire il lavoro. Alcuni dirigenti di altri commissariati in città colgono l’occasione per liberarsi di poliziotti scomodi, agenti che si sono resi responsabili di atti al limite del provvedimento disciplinare. Alla squadra raccogliticcia di poliziotti emarginati viene immediatamente affibbiato lo stesso soprannome che era stato dato ai quattro agenti che si erano resi responsabili dell’episodio che aveva gettato nel fango il commissariato: “I Bastardi di Pizzofalcone”. Ma l’arrivo dell’ispettore Lojacono, acuto investigatore, uomo affascinante, di cui si dice che in passato abbia fornito informazioni alla mafia, capovolge le sorti di tutti “I Bastardi”. Sono poliziotti, ma sono anche persone comuni con le loro gioie, le loro emozioni e passioni, rabbie e dolori, uomini e donne come lo sono gli assassini e i protagonisti dei casi su cui indagano.

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Prima Serata.
I poliziotti di Pizzofalcone erano dei corrotti e la Questura ha deciso di chiudere il commissariato entro l’anno. I nuovi investigatori mandati a sostituire i colleghi per il tempo che rimane sono gli scarti degli altri commissariati, quelli da tenere sulla panchina più lontana del campo. Non sono una squadra e sembra che non abbiano voglia di formarla. Dai colleghi che li hanno preceduti ereditano il loro infamante soprannome: I Bastardi di Pizzofalcone. L’ispettore Lojacono però, più degli altri, non riesce a starsene in panchina e non si rassegna ad occuparsi solo di vecchie pratiche da archiviare. Una telefonata che segnala un caso d’omicidio e alla quale risponde personalmente, lo rimette in pista. Lojacono trasgredisce agli ordini del suo dirigente superiore, il dottor Palma, il quale è stato tassativo: il loro commissariato, in attesa della chiusura definitiva, non dovrà occuparsi di casi di omicidio. Un caso d’omicidio, peraltro, molto delicato. La vittima è una ricca benefattrice, moglie di un importante notaio della Napoli altolocata. La donna è stata trovata morta dalla cameriera con il cranio fracassato. Un’indagine che subito appassiona l’ispettore, ma che gli verrebbe tolta dalle mani, se non fosse per l’intervento dell’affascinante pubblico ministero, Laura Piras, incaricata del caso. La giovane magistrata, dalle osservazioni fatte dall’ispettore in merito all’omicidio, capisce subito che Lojacono sa il fatto suo. Grazie al suo interessamento presso il Questore, Laura Piras riuscirà a far assegnare l’indagine in questione al commissariato di Pizzofalcone. E l’ispettore, supportato dal raccomandatissimo agente Aragona e dagli altri colleghi, si insinuerà nelle trame di un delitto passionale dagli incredibili risvolti.

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